“Sfida accettata” su Facebook: spopola la catena social con le vecchie foto

Migliaia di bacheche invase da vecchie foto (molte in bianco e nero) realizzate molti anni prima: è questa la nuova catena che spopola su Facebook in queste ore.  L’utente pubblica una sua vecchia foto su Facebook accompagnata  dalla frase “Sfida accettata“. Chi apprezza la foto con un “Mi piace” è sfidato a pubblicarne una propria ed alimentare così la catena.

La maggior parte degli utenti ignora che questa catena nostalgica è nata in realtà lo scorso agosto in Inghilterra con l’obiettivo di sensibilizzare gli utenti alla lotta contro il cancro.  L’obiettivo era far passare un messaggio forte e preciso: com’é la vita quando si è affetti dal cancro.
La sfida aveva avuto molto seguito in India per poi contagiarsi nel Regno Unito. E aveva un messaggio allegato che tutti i partecipanti condividevano: “Se ti è piaciuta la mia foto, ora pubblicane una tu in bianco e nero e scrivi SFIDA ACCETTATA. Forza, riempiamo Facebook di foto in bianco e nero per supportare la lotta contro il cancro! È questa la sfida. Quando i tuoi amici metteranno Mi piace al tuo post, invia loro questo messaggio“.

Con passare dei mesi, il significato dell’iniziativa è cambiato e si è perso il suo scopo iniziale: su Facebok i ricordi hanno avuto il sopravvento mentre su Twitter, come spesso accade, l’ironia ha avuto la meglio.

Tra i tantissimi post pubblicati, è diventato ben  presto virale il post di Deborah, una ragazza italiana malata di cancro e mamma e moglie di 41 anni, che su Facebook ha reinterpretato il messaggio con una foto a colori.
Deborah non vede il cancro come qualcosa di grigio, senza colori. Ed
 ha preferito pubblicare una foto con il suo viso pallido immerso nei colori accesi del cuscino, del foulard e dei suoi occhi, accompagnata da un messaggio di speranza:
Sfida accettata”: è la frase che in questi giorni si trova ovunque sul social, insieme a foto in bianco e nero per una campagna di “sensibilizzazione” alla lotta contro il Cancro.

Personalmente non capisco il senso di una foto in bianco e nero e meno ancora capisco foto che ritraggono reggiseni e pance piatte, ma rispetto le motivazioni di ognuno.
Non voglio fare polemiche ma solo esprimere un pensiero, specie se mi vengono inviate richieste di “partecipazione”.
Il Cancro non sono sfumature di grigio. Il grigio è sterile, arido, morto.
Il Cancro ha tanti colori. Anche il colore della paura, ma c’è l’ha!
Perché il Cancro spiazza, fa paura, terrorizza.
Sensibilizzare le persone alla lotta contro il Cancro, è farle pensare a cosa sia davvero.
A cosa provano i malati e chi li accompagna.
È fare prevenzione, essere informati, è imparare a parlarne.
Essere sensibili alla lotta contro il Cancro, è immaginarsi senza capelli, con dieci chili di troppo per via del cortisone e senza forza per andare verso il bagno.
Essere sensibile è chiedersi “come starei io?”.
Essere sensibili non è mettere una foto è poi sparire davanti ad un amico malato perché ci si sente impotenti.
Forse bisognerebbe amare di più ciò che di prezioso si ha: la vita.
Prendere coraggio ed ammettere di avere una gran paura di questa parole che uccide ancora.
È fare una telefonata e chiedere “come stai?” ammettendo di non saper cosa dire, di sentirsi imbarazzati. Spesso poi ci si mette a ridere e tutto diventa più facile.
Sensibilità è esserci.
È regalare un sorriso silenzioso, un aiuto concreto.
Perché noi malati di Cancro, abbiamo soprattutto bisogno di non sentirci soli ed a volte basta davvero poco.
Abbiamo i mezzi e l’intelligenza… Buona giornata anime belle.


Il post di Deborah su Facebook


Da TWITTER



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