Monica Lewinsky lancia la campagna anti-bullismo #DefyTheName su twitter. E diventa virale in USA

di Giuseppe Latorraca

Diventata celebre per l’impeachment del presidente Bill Clinton nel 1998, Monica Lewinsky torna a far parlare di sè per un’originalissima campagna anti-bullismo diventata virale negli ultimi giorni negli Stati Uniti d’America.
Oggi 45enne, l’ex stagista della Casa Bianca, vittima di bullismo dopo lo scandalo planetario, ha lanciato su twitter la campagna #DefyTheName in programma per tutto il mese di ottobre, mese di prevenzione del bullismo nazionale.

#DefyTheName intende rivelare i soprannomi spregevoli rivolti ad alcune celebrità americane e persone comuni quando erano bambini o adolescenti, molto prima del loro riscatto sociale e umano. E per farlo, ha invitato quest’ultimi a pubblicare sul loro profilo twitter i terribili epiteti ricevuti (in corrispondenza dei loro nomi e cognomi) e parlare delle loro esperienze traumatiche .
L’intento è dare visibilità alle loro esperienze e depotenziare così insulti, soprannomi, comportamenti, non lasciando che il nomignolo di un bullo definisca la persona, ma sfidarlo.

La Levinsky ha dato il via pubblicando gli insulti a lei rivolti dopo lo scandalo, affermando: “Per esperienza personale, so che uno degli effetti più insidiosi del bullismo è la sensazione di isolamento. Soprattutto per le popolazioni vulnerabili, come la nostra gioventù, si sente solo e soffre nel silenzio che abbatte la fiducia, degrada l’autostima e porta a conseguenze ancora peggiori”.

Numerosissime le celebrità americane che hanno sposato l’iniziativa e hanno raccontato le loro esperienze, prima di diventare celebri e affermati. Tra questi Ahmir “Questlove” Thompson, Alan Cumming, Andy Cohen, Dan Patrick, John Oliver, Kelly Ripa, Lena Dunham, Maysoon Zayid, Olivia Munn, Sarah Silverman e Tony Hawk, e anche Amanda Knox, tristemente nota in Italia per la vicenda legata alla morte di Meredith Kercher a Perugia.

Un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato quest’anno ha scoperto che quasi la metà dei 13-15 anni in tutto il mondo ha subito episodi di bullismo e stima che il 20% dei suicidi adolescenziali sia imputabile a questo fenomeno.


Da twitter: alcuni tweet della campagna #DefyTheName

Monica Lewinsky lancia la campagna il 5 ottobre con questo tweet, rivelando alcuni dei tanti insulti ricevuti: Chunky, Slut, stalker (putt..a, tro.a, stalker)

presenta la campagna in TV

e ringrazia le celebrità che partecipano e promuovono #DefyTheName

Tra le tante/i sostenitrici/ori , ci sono molti volti noti come:

Amanda Knox bullizzata con epiteti come Luciferina, Femme Fatale, Man-eater, Adulteress, Dirty Whore, Ice Queen, Foxy Knoxy di (adultera, occhi di ghiaccio, sporca puttxxa, ecc. ) che si dice a fianco di Monica e #DefyTheName 

Olivia Munn ‘The New Girl in School No One Likes Munn’ (A nessuno piace Munn) che rimprovera: “I nomignoli ricevuti non mi hanno annientato. Il vetriolo di altre persone è il loro problema, non lasciarlo diventare la tua vita. # DefyTheName⁠ ⁠ ❤

Rachel Bloom ‘weird Looser Who Needs a Bra’ (perdente che ha bisogno di un reggiseno) che afferma: “A sostegno di #DefyTheName per il mese di prevenzione del bullismo, anch’io ho cambiato il mio nome di Twitter in quello che le persone hanno detto di me nella scuola media! (l’errore ortografico di “perdente” si basa su una nota infilata nel mio armadietto)

Shaunna Quin ‘Selfish Little Bitch Talentless Beast’ ( egoista, Cagna, bestia)

Il ‘Nosed Old Man Looking Bastard’ Max Joseph: “I soprannomi non ti definiscono. Unisciti a me e @MonicaLewinsky (e altri) #DefyTheName

Ma anche tante persone comuni, come la studentessa Jessica, apostrofata come ‘the mistake should’ve never been born’ (quella che non avrebbe dovuto mai nascere): “Mi ha salvato la vita, letteralmente. Se stai soffrendo  e sei vittima di bullismo , non affrontarlo da solo. Ci sono così tante persone là fuori che possono simpatizzare e sono disposte ad essere un orecchio o una spalla per te. Anche nei giorni in cui non lo senti, sei amato. #shero #DefyTheName”

Jackie insultata come *ugly fat and stupid* (brutta, grassa e stupida

e tantissimi altri/e.



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